34

LABORATORIO DI TEATRO SOCIALE PER MEDICI ED INFERMIERI

 torino, Largo Filippo Turati 62, 10128 Torino, Piemonte, Città Metropolitana di Torino torino, Largo Filippo Turati 62, 10128 Torino, Piemonte, Città Metropolitana di Torino Indicazioni mappa
17 Gennaio 2020 - 15 Maggio 2020
 3493008070
Contatto
Tipo
Corso

Quale significato assume il proprio corpo nella relazione con l’altro, toccare ed essere toccato, (touch)? Che ruolo giocano le emozioni e l’empatia nella relazione di cura, nella narrazione della malattia del curato e del curante, narrazione come luogo di costruzione di senso e di processi riparativi (la cura) che necessita di qualcuno che sappia accogliere ed ascoltare, capacità di ascolto quindi come competenza relazionale attiva nella professione dei curanti? Quali competenze allenare nel curante affinché sia un professionista della salute consapevole, responsabile, efficiente ed efficace nel prenderci cura di…? Quali competenze aiutano il professionista nella gestione dello stress correlato alla propria attività lavorativa che la prossimità e la vicinanza continuativa alla sofferenza, alla malattia e alla morte inevitabilmente comporta? Quali competenze psicosociali favoriscono il lavoro in equipe, l’empatia, la consapevolezza di sé e dell’altro da sé, il riconoscimento dell’alterità e il senso di appartenenza? Quale impatto hanno sulle relazioni di cura e sul benessere relazionale degli operatori sanitari e dei pazienti i luoghi e gli spazi della cura?

     Un professionista della salute ha certamente un forte bisogno di formazione continua in aree tradizionali quali quella tecnica e scientifica nella gestione di strumenti e procedure diagnostico/terapeutiche ma non di meno emerge, sempre più forte, la necessità di costruire ed allenare quelle competenze di base che l’OMS chiama Life Skills (8), o anche abilità psicosociali, che sono il fondamento necessario ed ineludibile nella pratica quotidiana di ogni buon professionista che si trovi ad operare accanto a persone sofferenti. Si rimanda alla lettura della definizione delle competenze professionali come stabilite dal Patto Infermiere-Cittadino (1996) e a quanto contenuto nel codice deontologico del 1999.

     Fra le 10 abilità psicosociali definite dall’OMS qui, per brevità ne ricordiamo alcune, scelte per la loro rilevanza in ambito assistenziale:

-          Capacità di comunicare in maniera efficace.

-          Capacità di relazionarsi con gli altri.

-          Consapevolezza di sé e dell’altro da sé.

-          Empatia.

-          Gestione delle emozioni.

-          Gestione dello stress.

     L’idea progettuale qui presentata consiste quindi nel far fare un’esperienza concreta e fattibile ad un gruppo di professionisti provenienti da aree assistenziali omogenee, allo scopo di costruire ed allenare le competenze psicosociali sopra ricordate. Ciò avviene all’interno di uno spazio/tempo extra-ordinario, separato dall’attività quotidiana, dove, guidati da un conduttore esperto della metodologia del TSC, si fa un’esperienza concreta agendo azioni e giochi teatrali nella dimensione individuale, in coppia e/o in piccoli gruppi per arrivare infine all’azione corale, del gruppo nel suo complesso. Il format del laboratorio di teatro sociale e di comunità e la sua metodologia (9) si caratterizza, fra l’altro, per avere al centro dell’esperienza sempre il ben-essere dei partecipanti e per utilizzare la dimensione giocosa dell’esperienza in un contesto di giudizio sospeso. A questo si accompagna un percorso ideativo/artistico sulla costruzione della “nuova scena della cura” ri-progettando e ri-significando in sinergia con le specifiche professionalità (Architetti, Artisti) i propri spazi di lavoro. Quest’ultima azione si inserisce all’interno di una più ampia riflessione sulle evidenze scientifiche che ci dicono che “noi abitiamo luoghi e spazi ma quei luoghi e quegli spazi abitano in noi e sempre nel bene o nel male fanno accadere in noi qualcosa”. Da spazi di cura a spazi che curano.

LA METODOLOGIA del TSC

     Cardine della metodologia del TSC è il fare, il teatro da fare in contrapposizione al teatro da vedere, l'azione agita col corpo, l’esperienza prima che la parola, prima della conferenza o della lezione frontale. Una competenza psicosociale si costruisce, efficacemente, attraverso un’esperienza intensiva dove in gioco è lo statuto umano in una dimensione antropologica fondamentale quale realtà integrata di cuore, mente e pancia. Chi lavora e progetta col TSC lo fa attraverso una modalità progettuale specifica, avendo delle competenze plurime sia di tipo espressivo-artistiche che di tipo psicosociale e specifiche conoscenze sulle dinamiche di comunità. E’ richiesta una elevata qualità professionale individuale coniugata ad una struttura di lavoro in equipe che consente la differenziazione dei ruoli nella comune cultura di Teatro Sociale. Ogni progetto di TSC prevede una prima azione di contatto, mappatura della condizione umana e del bisogno condiviso con i destinatari, segue la formazione dell’equipe, la stesura della bozza del progetto, la fase della condivisione progettuale e la stesura finale che da il via alle azioni progettuali previste. L’esito finale di ogni progetto di TSC è la performance o comunicazione all’esterno del progetto con il coinvolgimento della comunità, a cui segue la fase delicata della valutazione e della verifica, in quanto ogni progetto di TSC si pone come obbiettivo il cambiamento in termini di empowerment, benessere e salute dei singoli, del gruppo e della comunità. Questo progetto utilizza fra le ipotesi di lavoro anche il format del laboratorio di TSC. Ciò che si fa, in un laboratorio di TSC, come appena ricordato, lo si fa insieme, in uno spazio protetto e di giudizio sospeso utilizzando la dimensione giocosa nell’incontro col sé e l’altro da sé. Il gioco e il giudizio sospeso sono il valore aggiunto dell’esperienza teatrale in ambito formativo. Ogni laboratorio fonda il suo percorso esperienziale a partire da ciò di cui ciascuno è portatore, nel qui e ora, in quanto a capacità e sensibilità, aspettative e/o desiderata; a partire da ciò il conduttore del laboratorio si fa garante, responsabile e guida dell’esperienza che si sta per iniziare. 

     Ogni percorso di laboratorio/esperienziale utilizza strumenti di valutazione qualitativa diversi, che i partecipanti sono tenuti ad utilizzare nei modi e nei tempi loro richiesti, al fine di facilitare il processo di valutazione qualitativa in itinere e a conclusione del progetto.

     Ogni percorso laboratorio/esperienziale prevede un momento di restituzione, di quanto emerso, alla comunità di provenienza quale momento fondante l’esperienza stessa. La forma della restituzione potrà assumere specifiche diverse, di volta in volta, essendo frutto dell’unicum esperienziale vissuto dal quel gruppo di laboratorio. E' questo un altro momento fondante la metodologia del TSC, come già detto, dove i partecipanti al laboratorio sono chiamati, utilizzando il linguaggio teatrale e artistico più idoneo sotto la guida del conduttore, a condividere con la comunità di provenienza l'esito stesso dell’esperienza. I frutti raccolti dal gruppo si fanno ricchezza per la comunità più allargata.

Categorie

Video di eventi

Altri organizzatori

2020-01-17 2020-05-15 LABORATORIO DI TEATRO SOCIALE PER MEDICI ED INFERMIERI

ACCESSO ENTI