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Benefici dalla danza multisensoriale nei musei, in presenza del Morbo di Parkinson
Integrare arte, musica e danza nelle terapie riabilitative rivolte a pazienti affetti da Morbo di Parkinson può apportare miglioramenti significativi alle loro funzioni motorie, cognitive ed emotivo-motivazionali: è il risultato di uno studio condotto su 24 pazienti dagli specialisti del Dipartimento di Neuroriabilitazione di Villa Margherita KOS di Arcugnano (VI).
Lo studio “DanceWell” - A Multisensory Artistic Dance Intervention for People with Parkinson’s Disease: A Pilot Study, pubblicato su Brain Science, ha valutato l'efficacia di un programma di danza artistica multisensoriale per pazienti con malattia di Parkinson in fase iniziale-media; i 24 pazienti sono stati assegnati casualmente a due gruppi: uno ha partecipato al programma “Dance Well”, mentre l’altro ha seguito la fisioterapia convenzionale. Parametri motori, cognitivi ed emotivo-motivazionali sono stati valutati prima e dopo il programma di riabilitazione.
I risultati hanno mostrato in entrambi i gruppi miglioramenti significativi nelle funzioni motorie, cognitive ed emotivo-motivazionali, con un incremento anche del 20% rispetto ai valori di base ma con un incremento maggiore nelle misure di attenzione e motivazione nel gruppo Dance Well, impegnato nella riabilitazione tramite ballo nelle sale affrescate del Museo Civico di Bassano del Grappa.
La musica e la danza possono infatti promuovere la riorganizzazione delle reti cerebrali a vari livelli motorio, cognitivo e motivazionale, influenzando positivamente l’entrainment, ovvero la sincronizzazione, il ritmo, la coordinazione motoria, la motivazione e l’emozione. Inoltre, la terapia artistica ha dimostrato di migliorare le abilità visuo-cognitive complessive e le strategie di esplorazione visiva, nonché la funzione motoria generale.
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