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Ultime da Cultura è Salute

Il convegno Effetto Michelangelo, svoltosi nel Gennaio 2024 nella suggestiva cornice delle Corsie Sistine di Roma, ha rappresentato un importante momento di sintesi e rilancio del progetto nazionale Cultura è Salute, già attivo da oltre cinque anni attraverso un portale dedicato, eventi in live streaming e attività formative rivolte ai medici. L’obiettivo era dare risonanza nazionale al lavoro svolto finora, grazie anche alla collaborazione con ASL Roma 1 e alla partecipazione di figure di primo piano del mondo scientifico, artistico e dello spettacolo. Effetto Michelangelo ha raccolto e valorizzato le esperienze più significative, creando un’occasione di confronto e visibilità che ha dato nuovo slancio al progetto.

È in questo contesto che Roma ha chiamato e Ravenna ha risposto.

Con il progetto Effetto Dante, la città romagnola si è candidata a raccogliere il testimone di Roma, proponendosi come primo laboratorio territoriale in cui sperimentare la struttura policentrica del network Cultura è Salute. L’obiettivo è quello di radicare in ambito locale quanto avviato a livello nazionale, stimolando la creazione di sinergie stabili tra il sistema sanitario e quello culturale per co-progettare interventi e servizi duraturi a beneficio della cittadinanza.

UN EVENTO CITTADINO, UNA VISIONE NAZIONALE

Il convegno Effetto Dante si terrà il 15 Novembre 2025 presso il Museo MAR di Ravenna e sarà il frutto di una costruzione partecipata tra istituzioni sanitarie, culturali ed educative del territorio: Comune di Ravenna (assessorati alla Cultura e alla Sanità), USL Romagna, OMCeO Ravenna*, i Musei MAR e Classis, lo IOR, Ravenna Festival e molte altre realtà che si stanno via via aggiungendo a un tavolo in costante espansione.

UNA NOVITÀ NEL METODO, OLTRE CHE NEI CONTENUTI

Effetto Dante non sarà solo un convegno. È già oggi un processo in divenire che ha dato vita a una comunità di scopo trasversale. L’obiettivo è quello di tradurre le idee in azioni concrete. Già prima dell’evento, infatti, sono stati avviati tre progetti pilota con doppio focus:

  • Per i pazienti: attività culturali per i malati di Alzheimer e individuazione di possibili percorsi integrati con scopi educativi e inclusivi per studenti con disabilità nei licei artistici.
  • Per i curanti: iniziative per individuare e misurare il burnout nelle professioni sanitarie e ricerca attraverso gli strumenti delle Arti e della Cultura di attività utili alla sua prevenzione e gestione.

Si tratta di azioni co-progettate da musei, scuole, strutture sanitarie e auspicabilmente università, che testimoniano come il convegno non voglia essere fine a se stesso, ma generatore di trasformazioni operative e misurabili.

CULTURA È SALUTE: UN NETWORK CHE PRENDE CORPO

Il progetto Cultura è Salute sta dunque evolvendo in un modello policentrico, dove le esperienze locali si connettono in una rete nazionale condivisa. Effetto Dante è la prima tappa di questo percorso: Ravenna sarà esempio e stimolo per altri territori pronti a intraprendere la stessa strada. Un percorso che mette al centro le persone, la cura, la bellezza e il senso della comunità.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:

Link per iscriversi >> https://omceora.irideweb.it/events/87490293-1e99-483f-3d6d-08de0a7d720c

Segreteria OMCeO Ravenna

0544 212625

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

*Leggi l'intervista alla dott.ssa Gaia Saini, Presidente OMCeO Ravenna >>

https://www.lavocedeimedici.it/2025/04/28/da-effetto-michelangelo-ad-effetto-dante/

Si è appena concluso, con grande soddisfazione di partecipanti, docenti e organizzatori, il secondo modulo del master Poetica. Come prevenire il burnout con l’arte, dedicato alle Arti Figurative. Tre giornate intense e coinvolgenti, in cui la bellezza si è fatta strumento di ascolto, espressione e consapevolezza.

Prosegue Poetica. Prevenire il burnout con l’arte, il master dedicato alla cura di sé e degli altri attraverso l’Arte. Il terzo appuntamento si terrà a Nemi (RM), dal 28 al 30 novembre 2025, e sarà un’occasione intensa di incontro, formazione ed esperienza condivisa, che porrà al centro della riflessione il Teatro.

  • Professoressa Schiavo, cosa l’ha colpita maggiormente del progetto “Cultura è Salute” e perché ha ritenuto importante presentarlo - attraverso una “guest lecture” da parte di uno dei membri del nostro comitato scientifico - ai professionisti che partecipano nel suo corso di formazione professionale a The American University of Rome? 

Renata Schiavo: Il nostro programma estivo di formazione professionale, "Health and Risk Communication in Pandemics and Beyond" a The American University of Rome, include un'unità didattica e di apprendimento sulla comunicazione basata sulle arti, che esplora il ruolo delle diverse forme di arte nei contesti sanitari e sociali. A questo proposito, il progetto “Cultura è Salute” fornisce esempi di come le arti e altre forme culturali possano essere integrate nei processi di salute e sociali, sia per promuovere la guarigione fisica e mentale migliorando i processi di comunicazione, sia per affrontare lo stigma correlato ad alcune malattie, sia per coinvolgere diversi gruppi di pazienti, membri di comunità locali, e professionisti nelle problematiche di salute. Con il suo ruolo di rete di professionisti ed esperienze dedicate a questo approccio, "Cultura è Salute" è uno strumento per incoraggiare la collaborazione e la riflessione sul tema.

  • Questo numero de “La Voce dei Medici” è dedicato al tema della prevenzione. Quando si parla di prevenzione, si pensa spesso a interventi sanitari precoci o a campagne educative. Ma le pratiche artistiche e culturali — come quelle promosse da “Cultura è Salute” — possono svolgere un ruolo più profondo: aiutare le persone a dare senso, a connettersi, a costruire comunità. In che misura, secondo Lei, queste esperienze possono essere riconosciute come vere e proprie pratiche di prevenzione, anche se non sempre etichettate come tali? 

Renata Schiavo: Interventi culturalmente rilevanti sono fondamentali per promuovere il cambiamento comportamentale, sociale e politico, la prevenzione delle malattie e, in ultima analisi, per promuovere l'equità nella salute. Sappiamo da molteplici esperienze che la cultura è un potente determinante della salute e del benessere. Pertanto, le esperienze culturali, attraverso varie forme d'arte, possono essere integrate nei programmi di prevenzione e negli interventi di comunicazione per costruire comunità attorno ai problemi di salute, mediare differenze culturali, e promuovere il coinvolgimento dei pazienti e delle comunità locali nelle misure di prevenzione in un linguaggio, quello per esempio dell’arte, che accomuna i partecipanti e riflette i loro valori culturali.  La comunicazione basata sull'arte, ad esempio, può svolgere un ruolo chiave nei nostri sforzi per promuovere l'equità nella salute, razziale e sociale, prevenire e affrontare le disuguaglianze nella salute, promuovere il cambiamento politico e sociale, e proteggere le comunità in situazioni di pandemia e in altri contesti di emergenza sanitaria pubblica. Inoltre, nei contesti di ricerca, i metodi basati sulle arti sono sempre più considerati un approccio per limitare esperienze traumatiche che potrebbero essere associate al ricordo del trauma presente o passato tra partecipanti provenienti da popolazioni svantaggiate, come per esempio persone che purtroppo sono senza fissa dimora per ragioni socio-economiche. Questo è un argomento su cui lavoro e scrivo, incluso un editoriale che ho pubblicato l’anno scorso nella rivista scientifica peer-reviewed Journal of Communication in Healthcare: Strategies, Media, and Engagement in Global Health (Taylor & Francis), per la quale ricopro il ruolo di  Editor-in-Chief.   

 

  • Pensa che modelli di reti come quello promosso da “Cultura è Salute” possano contribuire alla costruzione di network, anche internazionali, in cui il sapere medico e quello artistico si incontrano per generare nuovi paradigmi di salute? 

Renata Schiavo: Sì, abbiamo sicuramente bisogno di reti professionali e comunitarie su questo tema che incoraggino la collaborazione e l'apprendimento condiviso. Alcune di queste reti esistono anche in altri paesi. È inoltre fondamentale coinvolgere in questo percorso anche i leader delle comunità locali e le organizzazioni non profit. C'è anche molto interesse per questo tema nei musei e in altre istituzioni artistiche, come ad esempio il MAXXI di Roma, che abbiamo visitato l'anno scorso con il programma a The American University of Rome per discutere il loro lavoro sull'uso dell'arte moderna nel coinvolgimento, su temi sanitari e sociali, delle comunità che vivono con disabilità. È importante costruire una comunità di pratica per stimolare la crescita professionale e lo sviluppo personale su questo tema.  Penso che questo sia il lavoro che “Cultura è Salute” sta cercando di fare a Roma e in Italia.

 

 

CHI È RENATA SCHIAVO

Renata Schiavo è senior lecturer alla Columbia University Mailman School of Public Health (New York, Stati Uniti), dove insegna corsi sulla ricerca partecipativa a livello di comunità e sulla comunicazione per la salute con un focus sui determinanti sociali, l’equità e il coinvolgimento delle comunità. Dirige inoltre un programma di formazione professionale alla American University of Rome (Roma, Italia), orientato all’innovazione nei sistemi di salute globali. Esperta di comunicazione strategica e advocacy per la salute pubblica, salute globale, ed equità nella salute, è autrice di saggi e ricerche internazionali, consulente per organizzazioni non profit e agenzie delle Nazioni Unite. È fondatrice e direttrice di Health Equity Initiative, un’organizzazione non profit globale dedicata all’equità nella salute. È inoltre direttrice della rivista scientifica peer-reviewed Journal of Communication in Healthcare: Strategies, Media, and Engagement in Global Health (Taylor & Francis), “senior editor” del Journal of Health Equity (Taylor & Francis) e membra del comitato editoriale di Health Equity (Mary Ann Liebert).

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