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E' proprio vero, "...continuare a studiare durante il ricovero è parte essenziale del percorso di cura. Un bambino o un ragazzo che trascorre lunghi periodi in ospedale non deve temere di restare indietro o di perdere il contatto con i coetanei. La regolarità delle lezioni e il rapporto con gli insegnanti rinforzano la determinazione a guarire e sostengono il benessere psico-fisico".

Ed è proprio con questo obiettivo che cinquant’anni fa, al Gianicolo, la Scuola in Ospedale partì con appena due insegnanti per un piccolo gruppo di bambini della primaria. Negli anni ’80 si aggiunse la scuola secondaria di primo grado, e negli anni ’90 quella di secondo grado. Parallelamente l’attività si è estesa a Palidoro, Santa Marinella e dal 2023 al Centro di cure palliative di Passoscuro, dove recentemente la proposta è stata allargata anche ai fratelli e sorelle dei piccoli pazienti.

Oggi il team è composto da 80 docenti della scuola pubblica, scrive qui Salute Domani; ed è anche stato introdotto un corso di prima alfabetizzazione per pazienti stranieri e i loro accompagnatori (solitamente un genitore), svolto sia in presenza che online per facilitare l’integrazione e la partecipazione consapevole nella cura.

Un convegno, tenutosi presso l'Auditorium Valerio Nobili, ha voluto festeggiare questo importante traguardo con testimonianze e nuovi propositi da raggiungere attraverso la dedizione dei docenti e di tutti coloro che stanno contribuendo a creare un contesto stimolante e protetto.

 

 

"[...] da una parte c’è la precisione del gesto chirurgico, dall’altra la relazione continua con il paziente, che ha bisogno di essere ascoltato e rassicurato. Quando il paziente è addormentato ti occupi soprattutto del suo cervello. Quando è sveglio, invece, devi occuparti anche della sua mente: una mente che pensa, ricorda, sogna, si spaventa e fa domande. È lì che il tuo ruolo si espande: non sei soltanto un chirurgo, ma diventi anche una presenza umana, una voce rassicurante, un supporto emotivo oltre che medico": il Professore Christian Brogna, pioniere in tecniche di Neurochirurgia da sveglio, insieme alla coautrice del libro, Claudia Zanella, lancia con "Awake" un invito a restare svegli nel senso più profondo del termine, presenti, consapevoli, capaci di sentire; "...Viviamo in un’epoca in cui il rumore continuo, la velocità e i social rischiano spesso di anestetizzarci emotivamente. Con questo libro volevamo augurare al lettore di non addormentarsi davanti alla propria vita, di continuare a guardare, ascoltare e interrogarsi"; questo è un estratto dell'intervista rilasciata a Eleonora Marini per La Voce dei Medici: qui nella versione integrale

Giovanni Mandoliti, medico specializzato in Radioterapia Oncologica ma anche appassionato di poesia e di scrittura, ha seguito il suo duplice interesse per la cura della salute e per l'ascolto della persona che lo ha portato alla redazione del libro “Quando la poesia cura. Leggere l’Inferno con gli occhi della medicina”: un viaggio tra Dante, Medical Humanities e pratica clinica, un dialogo che esplora il legame tra scienza e umanesimo, mostrando come l’ascolto, la narrazione e le arti possano contribuire a una medicina più attenta alla persona.

Una passione per la Divina Commedia nata sui banchi del liceo, che si coniuga con l’osservazione clinica e la comprensione della condizione umana; del resto, Dante ebbe una formazione medico-scientifica, fu iscritto all’Arte dei Medici e Speziali ed entrò in contatto con gli strumenti dell’osservazione clinica, che contribuì a fornire una dimensione pratica e filosofica alla medicina.

"Questo libro nasce quindi dal desiderio di costruire un ponte tra letteratura e medicina, per rileggere Dante come uno strumento ancora attuale per comprendere la complessità del dolore e della fragilità umana nella pratica clinica", afferma il Dottor Mandoliti nell'intervista svolta da Eleonora Marini per La Voce dei Medici: potete leggerla integralmente qui 

Dieci appuntamenti della durata di due ore ciascuno, rivolti a otto ragazzi dell’età compresa tra i 12 e i 18 anni: insieme all’educatore professionale Matteo Pasetti, il pizzaiolo Ciro Di Maio aiuta questi adolescenti a riscoprire risorse personali che spesso rimangono soffocate dalla patologia o dal disagio sociale, come scrive qui la Redazione di Italia a Tavola.

Il progetto “Mani Im-Pastosi focalizza sulla preparazione della pizza come strumento educativo e riabilitativo, con l’obiettivo di favorire autonomia, fiducia e inclusione attraverso un’esperienza concreta all’interno di un contesto professionale.

Significative anche le parole di Laura Rocco, Presidentessa di Fraternità Giovani ovvero l'ente che sta collaborando con pizzeria San Carlo:"[...] Il progetto di “pizza teraphy” si inserisce perfettamente in questa visione, offrendo una "palestra di realtà" dove la fragilità psico-emotiva non è un limite, ma il punto di partenza per una nuova consapevolezza. Per questi adolescenti, indossare il grembiule e affondare le mani nella farina significa iniziare a immaginare il proprio futuro con una fiducia nuova. Non si tratta solo di imparare un mestiere, ma di capire che, con la giusta guida e il giusto impegno, si può essere protagonisti della propria vita, un impasto alla volta".

 

📷 Photo credit: Mihajlo Sivč on Unsplash

L’impatto delle arti e della cultura è marcato: una ricerca dell’University College di Londra (UCL), pubblicata sulla rivista Innovation in Aging ha quantificato il rallentamento del 4% dell'invecchiamento biologico per coloro che si dedicano, almeno una volta a settimana, ad attività culturali e creative come cantare, dipingere, leggere, andare al cinema, scrivere o ammirare le opere esposte in un museo.

Analizzando i risultati delle analisi del sangue dei partecipanti allo studio, si è notata una risposta biochimica che riduce lo stress e i livelli di infiammazione, riducendosi sensibilmente anche i rischi di patologie cardiovascolari.

"Garantire un accesso diffuso alle arti non è più solo un arricchimento culturale, ma una strategia necessaria per promuovere la longevità e la salute collettiva", sottolinea qui Rivista Studio.

 

📷 Photo credit: Marketa Wranova on Unsplash

 

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