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Dieci appuntamenti della durata di due ore ciascuno, rivolti a otto ragazzi dell’età compresa tra i 12 e i 18 anni: insieme all’educatore professionale Matteo Pasetti, il pizzaiolo Ciro Di Maio aiuta questi adolescenti a riscoprire risorse personali che spesso rimangono soffocate dalla patologia o dal disagio sociale, come scrive qui la Redazione di Italia a Tavola.

Il progetto “Mani Im-Pastosi focalizza sulla preparazione della pizza come strumento educativo e riabilitativo, con l’obiettivo di favorire autonomia, fiducia e inclusione attraverso un’esperienza concreta all’interno di un contesto professionale.

Significative anche le parole di Laura Rocco, Presidentessa di Fraternità Giovani ovvero l'ente che sta collaborando con pizzeria San Carlo:"[...] Il progetto di “pizza teraphy” si inserisce perfettamente in questa visione, offrendo una "palestra di realtà" dove la fragilità psico-emotiva non è un limite, ma il punto di partenza per una nuova consapevolezza. Per questi adolescenti, indossare il grembiule e affondare le mani nella farina significa iniziare a immaginare il proprio futuro con una fiducia nuova. Non si tratta solo di imparare un mestiere, ma di capire che, con la giusta guida e il giusto impegno, si può essere protagonisti della propria vita, un impasto alla volta".

 

📷 Photo credit: Mihajlo Sivč on Unsplash

L’impatto delle arti e della cultura è marcato: una ricerca dell’University College di Londra (UCL), pubblicata sulla rivista Innovation in Aging ha quantificato il rallentamento del 4% dell'invecchiamento biologico per coloro che si dedicano, almeno una volta a settimana, ad attività culturali e creative come cantare, dipingere, leggere, andare al cinema, scrivere o ammirare le opere esposte in un museo.

Analizzando i risultati delle analisi del sangue dei partecipanti allo studio, si è notata una risposta biochimica che riduce lo stress e i livelli di infiammazione, riducendosi sensibilmente anche i rischi di patologie cardiovascolari.

"Garantire un accesso diffuso alle arti non è più solo un arricchimento culturale, ma una strategia necessaria per promuovere la longevità e la salute collettiva", sottolinea qui Rivista Studio.

 

📷 Photo credit: Marketa Wranova on Unsplash

 

VerdIdentità è un itinerario esperienziale in 5 tappe contrassegnato da cartelli che invitano a fermarsi, respirare, toccare, ascoltare e soprattutto sentire la relazione tra il proprio corpo-mente e l’ambiente che lo circonda; all'interno di Villa Leopardi, è il primo sentiero urbano di ecopsicologia della Capitale e nasce dalla collaborazione tra l’Ordine degli Psicologi del Lazio e il Municipio II con l'obiettivo di prendersi cura di sé e quindi prendersi anche cura del verde che ci ospita.

Riconnettersi alla natura può rappresentare un modo efficace per allontanare i meccanismi che alimentano ansia, stress cronico e burnout, specialmente in una metropoli fortemente sovrastimolata e quotidianamente affetta da traffico, fretta, isolamento sociale; una iniziativa di cui ha parlato qui Stefania Andriola per IconaClima

 

Per "La voce dei Medici", Eleonora Marini ha intervistato in merito la Dottoressa Francesca De Cagno, ideatrice del progetto VerdIdentità, psicologa e con formazione in medicina forestale >> intervista

 

📷 Photo credit: Zona Roma Nord 

Parte dall'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino la prima tappa del tour nazionale “La Bambina e la Medusa Rosa” - che è anche il titolo del libro di Lorenzo Tozzi musicato dall’Orchestra Asclepio-Medici per la Musica - per promuovere l’umanizzazione delle cure nei reparti di oncoematologia pediatrica di numerosi ospedali italiani, e che tra il 2026 e il 2027 porterà momenti di lettura e musica dedicati ai bambini ricoverati e alle loro famiglie.

E' un progetto editoriale e musicale realizzato con il supporto di AIEOP e della Fondazione La Miglior Vita Possibile, che sensibilizzano sull’importanza delle cure palliative pediatriche; l’iniziativa nasce con l’obiettivo di portare conforto, ascolto e vicinanza ai piccoli pazienti attraverso il linguaggio della musica e dell’arte, e tramite una fiaba che affronta con delicatezza temi profondi come la paura della diversità, la solitudine, il dolore e il valore della relazione umana nel percorso di cura.

TV Medica ha qui riportato anche le parole di Giuseppe Zaccaria, Presidente della Fondazione La Miglior Vita Possibile: [...]"Portare la fiaba e la musica in corsia significa offrire ai bambini e alle loro famiglie uno spazio di sollievo e una luce di speranza nel delicato percorso delle cure palliative pediatriche. Non è un caso che la Fondazione, che già nel suo nome ricorda l’importanza della qualità della vita nelle cure, abbia compreso da tempo la necessità di usare le arti e la cultura, in generale, come mezzo, potente, da affiancare alle normali pratiche medico-ospedaliere. La cultura è un potente strumento di terapia, così come è stato riconosciuto – ad aprile di quest’anno – anche dai Ministeri della Cultura e della Salute che hanno recepito un Protocollo d’Intesa che segue la strada, già intrapresa da La Miglior Vita Possibile con questa e altre iniziative, per portare ancora più sollievo alle giovani e ai giovani pazienti delle cure palliative pediatriche”.

 

📷 Photo credit: TV Medica

 

Come riporta qui Finestre sull'Arte, Il Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa sta cercando volontari maggiorenni interessati a partecipare a uno studio di neuroestetica sulla percezione dell’arte visiva: l’iniziativa è aperta a persone di ogni provenienza e formazione, senza alcun requisito accademico specifico, con l’intento di raccogliere un campione il più possibile eterogeneo; all'interno dell'articolo è riportata la modalità di partecipazione.

Ai partecipanti viene richiesto di osservare una serie di immagini di opere d’arte e descrivere ciò che li colpisce maggiormente dal punto di vista emotivo, rispondendo poi online a poche e semplici domande.

Questo studio è interdisciplinare e unisce biologia, psicologia e discipline artistiche, con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra mente umana e produzione artistica: ogni partecipante rappresenta un contributo unico alla ricerca.

 

📷 Photo credit: Pauline Loroy on Unsplash

 

 

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